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Nel rimarcare che l’iniziativa sulla “bonifica dell'area industriale di Tito” non vuole essere una passerella per le istituzioni politiche invitate a partecipare, ma un’iniziativa costruita per fare in modo che ciascuna delle istituzioni presenti, si assuma degli impegni per affrontare e dare risposte concrete nell’interesse della comunità titese, degli imprenditori e dei lavoratori che operano nell’area industriale di Tito, senza strumentalizzazione e rivendicazione alcuna.
- Una testimonianza importante ne è la partecipazione a questa assise di Sindaci, amministratori e amici dei comuni del circondario, mettendo in risalto che la questione sollevata nell' iniziativa assume carattere comprensoriale visto che la bonifica del sito industriale di Tito interessa un po a tutti ed andrà ad incidere sulla programmazione futura anche di altri comuni come Potenza, li' dove si discute di parco fluviale del Basento senza tener conto che il torrente Tora (affluente appunto, del Basento) risulta essere inquinato.
Il PD di Tito e i partiti del centro sinistra, sono sempre stati sensibili ed attivi nel tempo sul discorso inquinamento e bonifica, mediante iniziative pubbliche, incontri e sollecitazione verso le istituzioni preposte e a mezzo stampa dove è opportuno ringraziare tutti i giornalisti locali e non che con la loro opera di sensibilizzazione hanno informato in maniera seria ed oggettiva la comunità a volte troppo distante da queste dinamiche.
Vedete, si è sempre ritenuto da parte nostra che il valore di questo territorio è assoluto, essendo capace di svolgere una funzione sovra comunale vuoi per la posizione geografica vuoi per la vicinanza al capoluogo di regione, fattori questi che indubbiamente agevolano i processi di sviluppo. Ma esistono altri fattori che determinano e favoriscono la competitività di un territorio creando valore aggiunto, tra questi la sicurezza ambientale ricopre un ruolo prioritario.
Quindi, anche in virtu’ delle politiche attuate di recente dalla regione Basilicata in tema di ambiente, riteniamo fondamentale rimuovere situazioni di degrado ambientale come questa, che oltre a ridurre i fattori di competitività in antitesi rispetto alla difficile situazione economica che l’Italia sta attraversando e che chiaramente non risparmia i territori deboli come la Basilicata, generano soprattutto allarmi e paure tra le popolazioni.. Noi siamo sempre stati attenti a non creare allarmismi ma allo stesso tempo non abbiamo mai abbassato la guardia e mai lo faremo.
Ricordiamo gli ultimi episodi in ordine di tempo come la vicenda Daramic per capire come ancora una volta sia necessario rassicurare la popolazione attraverso un esercizio permanente di controllo e monitoraggio, ritenendo che questo sia il compito di tutte le istituzioni e delle autorità competenti.
Per cui rinnoviamo l’invito alle istituzioni regionali presenti, ad attivarsi per intervenire concretamente per mettere in sicurezza il sito dell’area industriale di Tito, cosi come è avvenuto “giustamente” per la Valbasento che come noi presenta le stesse problematiche, e di conseguenza di proseguire in maniera costante con le operazioni di monitoraggio al fine di tenere sotto controllo l’intero territorio e garantire la sicurezza di cittadini, imprese e lavoratori.
Mentre siamo sicuri che l’On. Margiotta saprà chiarirci meglio le motivazioni che hanno spinto il governo nazionale a bloccare i fondi FAS destinati in Basilicata per il recupero dei siti di interesse nazionale di Tito e Ferrandina, invitandolo a far sentire le proprie istanze nel merito ai suoi colleghi della maggioranza di centro destra nel tentativo di recuperare i ritardi.
Noi come PD, nell’ottica di un confronto serio e costruttivo, abbiamo chiesto alla maggioranza al comune di Tito, l’istituzione di una commissione consiliare per l’area industriale, in modo da poter affrontare in maniera congiunta la spinosa questione. Rilanciamo questa proposta anche a seguito di alcune recenti aperture fatte dal Sindaco “Pasquale Scavone” su alcune nostre istanze, ricordiamo ad esempio l’aver messo in bilancio una piccola somma per i cittadini che rimuovono l’eternit dalle coperture, chiaramente non a livello industriale come puo essere la struttura ex Aviver di Tito Scalo.
Perché convinti come siamo che su alcune questioni di assoluta rilevanza come appunto la bonifica dell’area industriale, come sul piano strutturale metropolitano e altri temi rilevanti non si può prescindere da un confronto sereno tra le parti nell’interesse dell’intera comunità titese che tutti noi rappresentiamo.
Il Consigliere comunale del PD di Tito
-Membro della commissione ambiente-
MICHELE IUMMATI
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